L’insostenibile leggerezza dell’essere
Non si può mai sapere che cosa si deve volere perché si vive una vita soltanto e non si può né confrontarla con le proprie vite precedenti, né correggerla nelle vite future. [...]. Non esiste alcun modo di stabilire quale decisione sia la migliore, perché non esiste alcun termine di paragone. L’uomo vive ogni cosa subito, per la prima volta, senza preparazioni. Come un attore che entra in scena senza avere mai provato. Ma che valore può avere la vita se la prima prova è già la vita stessa? Per questo la vita somiglia sempre ad uno schizzo. Ma nemmeno “schizzo” è la parola giusta, perché uno schizzo è sempre un abbozzo di qualcosa, la preparazione di un quadro, mentre lo schizzo che è la nostra vita è uno schizzo di nulla, un abbozzo senza quadro.
Milan Kundera “L’insostenibile leggerezza dell’essere”
Ambientato nella Praga del ‘68 definirei L’insostenibile leggerezza dell’essere come un romanzo filosofico, in quanto non è la vicenda in se stessa ad attirare la nostra attenzione e a catturare la nostra memoria, bensì i concetti che sottendono lo svolgersi degli eventi. La vita, l’amore, il coraggio, la gioia il dolore e, ovviamente, leggerezza e pesantezza, sono solo alucni dei concetti affrontati nel libro. Sono quelle frasi tatteggiate nel libro che colpiscono il nostro cuore comunicandogli qualcosa di importante, qualcosa che sembra irripetibile e che garantisce un unico feeling tra lettore e scrittore, quasi qello che si potrebbe creare tra discepolo e padre spirituale. Il libro risponde alle domande che non abbiamo il coraggio di porci, ci scuote, ci prende per i capelli per trascinarci di fronte ai grandi temi che la quotidianità ci impedisce di affrontare. Appena chiuso il libro non si è più gli stessi di prima, in noi si è operata una crescita spirituale.
Forse non siamo capaci di amare proprio perché desideriamo essere amati vale a dire vogliamo qualcosa dall’altro invece di avvicinarci a lui senza pretese e volere solo la sua semplice presenza.
Milan Kundera “L’insostenibile leggerezza dell’essere”