BALLAD OF VANE TEARS

Marzo 24, 2009 at 7:59 pm (Le parole di Erato, Uncategorized) (, , )

E’ una ballata che ho scritto in seconda liceo (classico) per il corso di scrittura creativa in lingua inglese.
Quando l’ho scritta avevo 17 anni, la febbre a 39 ed ero molto delusa dall’amore.
Oggi che la pubblico ho 21 anni, ora come ora non ho la febbre, ma, dopo tutto questo amare, questo soffrire, continuo a credere che le lacrime versate per amore siano le più dure ma anche le più inutili.
La trama della ballata è questa: lo spirito di una donna vede un’altra donna piangente nella brughiera, e per spiegarle quanto siano inutili le sue lacrime le racconta le sue storie d’amore.
La lirica suppongo sia pessima, ma all’epoca feci del mio meglio.

Non ho voluto cambiare una sola parola di quello che scrisssi, per mantenere intatto lo spirito di una triste 17enne.

BALLAD OF VANE TEARS

RIT. Little sighing madam sat on your tears
Crying for your love, land me your ears,
Love’s a game of chance, betting
You’ll never know how much you are losing.

I met a poet in my first spring day,
Wearing winded dreams and moonlit wishes,
Joked with my heart like a wild fay
He left my lusts like sealess fishes

RIT.

My insane heart looking for a drug
Was caught by the best tightrope walker
Living in a cloud-castle full of fug
Slipping left me a little heir whiner.

RIT.

Sam was an old friend and true lover
He got me out of trouble chaining me,
Love changed him into a boozer
Violent and jealous, died without having me

RIT.

Last soul’s piece for my son’s friend Taylor
Handsome ’n young full of endless passion,
Discovered us, became a sailor
My son hang his neck asking no question.

RIT.

Now I lay in the moor sat on my tears
Crying for my loves finally appears
Love’s a game of chance, betting
I’ll never know how much I am losing.

Permalink Lascia un Commento

Impressioni sopra “L’odore” dei Subsonica

Febbraio 3, 2009 at 9:59 pm (Le parole di Erato, Musica) (, , , , )

Aleggia, ti precede, insinuandosi in una regione dei sensi a me sconosciuta. Mi parla di te anche se non ti vedo.

E in  un attimo sei nei mie pensieri anche se non volevo, anche se non lo chiedevo: mi hai conquistato e non lo sai, magari neanche lo vuoi.

Eppure qualcosa è succcesso, o forse no?

C’è una traccia che hai lasciato, la tua scia, il tuo odore, che mi cattura e mi rende tua, ma tanto neanche te ne accorgi.

E’ ancora qui, aleggia, anche senza di te, mi è rimasto sulla pelle ( o forse ne cuore).

Non c’è nulla di così sfuggente, eppure così penetrante, come l’odore: è un modo di comunicare, quasi animale quello dell’odore. Qualcosa che ha a che vedere con la parte più istintuale di noi, quella che non si fa fermare da sovrastrutture e convenzioni, quella parte di noi che non cede a compromessi. Quella parte scomoda di noi che prima o dopo tradiamo, per fuggire dalla vita.

Eppure lo sento mi è rimasto addosso: un marchio invisibile e prepotente che mi spinge verso di te.

E’ così potente l’istinto?  Pare di si.  Mi porta su sentieri che non dovrei percorrere, dai quali mi dovrei tenere lontana, eppure ci sono, li calpesto, corro il rischio senza sapere perchè.

Forse è solo un’illusione, una scia di niente.

E’ stata solo un attimo, ma è rimasta.

E’ stato un solco
tracciato all’improvviso
senza certezze,
senza prudenza
quell’annusarci
d’istinto e stupore
in un crescendo
che ha dell’irregolare.

Forse l’attesa
ci ha visto troppo soli,
forse nel mondo
non sapevamo stare
così distanti
ad aspettarci ancora.
Così prudenti,
così distanti,
così prudenti.

Sei il suono, le parole
di ogni certezza persa dentro il tuo odore.
Siamo gli ostaggi di un amore
che esplode ruvido
di istinto e sudore.

E’ stato un lampo
esploso in un secondo
a illuminarti in un riflesso,
quando temevi
tutta la luce intera,
l’iridescenza
della tristezza.

Probabilmente
lasciandomi cadere
a peso morto
al tuo cospetto
avrei sicuramente
permesso la visuale
sulle mie alienazioni,
sui miei tormenti,
sui miei frammenti.

Ma voglio che tu
tu piano piano scivoli dentro me,
ma voglio che poi
nell’insinuarti sia incantevole.
Ma voglio che tu
tu piano piano faccia strage di me
in un incerto compromesso
tra la mia anima e il suo riflesso

Sei il suono, le parole
di ogni certezza persa dentro il tuo odore.
Siamo gli ostaggi di un amore
che esplode fragile
di istinto e sudore.

Quanti graffi da accarezzare
per tutti i cieli che possiamo tracciare,
tutte le reti del tuo odore
dentro gli oceani che dobbiamo affrontare.

Ma voglio che tu
tu piano piano scivoli dentro me,
ma voglio che tu
nell’insinuarti sia incantevole.
Ma voglio che tu
tu piano piano scivoli dentro me,
ma voglio che tu
nell’insinuarti sia incantevole.
Ma voglio…

Permalink Lascia un Commento

VORREI

Ottobre 11, 2008 at 1:19 am (Le parole dei saggi, Musica) (, , , , )

Ho notato che, contrariamente a quello che si potrebbe pensare, l’autunno è un momento fatidico per lo sbocciare di nuovi amori, forse addirittura meglio della primavera. Guardo con molta tenerezza tutte queste allegre coppiette che si guardano e si sbaciucchiano oppure, semplicemente , camminano in un’altra dimensione incomprensibile a noi altri. Dalla mia posizione di donna solitaria quale sono ho deciso di dedicare a tutti gli innamorati, corrisposti o meno, questa canzone di Francesco Guccini. E’ la sua canzone d’amore più bella,  mi fa letteramente venire i brividi, proprio perchè riesce ad esprimere in poesia ciò che si prova quando si ama. Godetevela.

Come mio solito aggiungo il testo.

Vorrei conoscer l’ odore del tuo paese,
camminare di casa nel tuo giardino,
respirare nell’ aria sale e maggese,
gli aromi della tua salvia e del rosmarino.
Vorrei che tutti gli anziani mi salutassero
parlando con me del tempo e dei giorni andati,
vorrei che gli amici tuoi tutti mi parlassero,
come se amici fossimo sempre stati.
Vorrei incontrare le pietre, le strade, gli usci
e i ciuffi di parietaria attaccati ai muri,
le strisce delle lumache nei loro gusci,
capire tutti gli sguardi dietro agli scuri

e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io…

Vorrei con te da solo sempre viaggiare,
scoprire quello che intorno c’è da scoprire
per raccontarti e poi farmi raccontare
il senso d’ un rabbuiarsi e del tuo gioire;
vorrei tornare nei posti dove son stato,
spiegarti di quanto tutto sia poi diverso
e per farmi da te spiegare cos’è cambiato
e quale sapore nuovo abbia l’ universo.
Vedere di nuovo Istanbul o Barcellona
o il mare di una remota spiaggia cubana
o un greppe dell’ Appennino dove risuona
fra gli alberi un’ usata e semplice tramontana

e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io…

Vorrei restare per sempre in un posto solo
per ascoltare il suono del tuo parlare
e guardare stupito il lancio, la grazia, il volo
impliciti dentro al semplice tuo camminare
e restare in silenzio al suono della tua voce
o parlare, parlare, parlare, parlarmi addosso
dimenticando il tempo troppo veloce
o nascondere in due sciocchezze che son commosso.
Vorrei cantare il canto delle tue mani,
giocare con te un eterno gioco proibito
che l’ oggi restasse oggi senza domani
o domani potesse tendere all’ infinito

e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io…

 

Che ne pensate? Per quel che mi riguarda è una delle mie preferite. E ora, qui in postilla, vorrei aggiungere qualcosa di mio. Spero che il suono di queste parole possa arrivare ad orecchie capaci di ascoltarne il vero significato, orecchie capaci di capire il valore che ha per me il “vorrei” espresso nella canzone. In ultima analisi dedico quella canzone anche a quelle orecchie, se mai esisteranno.

 

 

Permalink Lascia un Commento

Una poesia d’amore

Settembre 3, 2008 at 4:07 pm (Le parole di Erato) (, , , , )

RISVEGLIO

 

 

Mi sveglio all’alba,

Amandoti in punta di piedi,

come rugiada scivolo via

in un giorno che non comprende

ciò che fu la  Notte.

 

Mi sveglio all’alba,

Sospirando tra gli sbadigli

Il tuo nome sconosciuto alla luce,

affinché apprenda

la dolcezza della Notte.

 

Mi sveglio all’alba,

Masticando ricordi non vissuti

Di altre epoche ed altre vite

Permeate della tua essenza

Che profumò la mia Notte.

 

Mi sveglio all’alba,

Abbandonandoti ai tuoi sogni,

ignaro del mio andare

incorniciato da lacrime,

nostalgiche della Notte.

 

Mi sveglio all’alba,

salutandoti in silenzio

assaporo il tuo respiro

che promette lealmente

l’amore di un’altra Notte.

Permalink Lascia un Commento