I’ll be waiting
“This is the hardest story that I ever told”
Robyn amava gli altri.
Un giorno conobbe Agape, da cui imparò a guardare il mondo con occhi diversi.
Insieme, percorrendo le strade più impervie del pensiero umano, ne andavano scoprendo alcuni segreti e, trovandosi di fronte dilemmi e ostacoli sempre nuovi, forti del loro essere insieme, sapevano dimostrarsi invincibili.
Il primo amore di Agape era nato e si era disfatto già pochi anni prima, durante la sua adolescenza.
Da quando Robyn aveva incontrato Jeade provava qualcosa di nuovo nei confronti del mondo: gratitudine.
Il tenero attaccamento tra Robyn e Jeade non aveva tardato a manifestarsi, seppure timidamente. Agli sguardi delle altre persone non sfuggiva mai il loro minimo scambio d’affetto, non una sola dolce promessa silenziosa e ridente. Inevitabilmente, tutto questo compariva anche in superficie, ed ognuno si convinse della bellezza e della vitalità dell’affiatamento tra quelle due anime.
More loneliness than any man could bear
Rescue me before I fall into despair
Agape era entusiasta di ciò che aveva improvvisamente fatto irruzione nelle vite di Jeade e Robyn. Nutriva tuttavia il desiderio di provare nuovamente emozioni autentiche, e di saperle condivise. Col pensiero sfiorava, coscientemente per poi arrivare a penetrarla, la superficie dei suoi sogni più ricorrenti, così densi di parole mai pronunciate.
Only hope can keep me together…
Un giorno Agape si imbattè in qualcuno che non si aspettava affatto. Il suo cuore rimase colpito da una scossa violenta. Uno stile di vita, un atteggiamento disilluso, l’immensità di due occhi nascosti, spauriti, sorpresi, tristi e vagabondi. L’infelicità trasudava da ogni angolo di quel corpo apparentemente disabitato, impregnava l’aria che respiravano quando erano a contatto, preoccupava e inibiva Agape.
Robyn si soffermò a lungo a riflettere sulle nuove perplessità suscitate da Agape riguardo tale incredibile scoperta.
Si rivolse più d’una volta il quesito senza risposta: “Come compostarsi?”, finché giunse a valutare l’importanza dell’agire spontaneo in simili circostanze, oscure ed enigmatiche.
“Sense is broken
It has been torn apart
to me”
lesse. Frasi già scritte, già pensate precedentemente, in altri, ormai distanti scenari di guerra e solitudine. Si addormentò col pensiero di aver chiuso la questione.
Agape continuò ad osservare lo strano fenomeno dell’essere tenebroso e solitario, apparizione abituale del pomeriggio. Talvolta sembrava di cogliere, riposto al sicuro sotto una coltre di ciuffi, un sorriso disarmante, colmo di infinita dolcezza.
Era presto per impegnarsi in un sentimento vero, ma…
Robyn amava Jeade, sentiva di essere il neonato allevato da quel cucciolo a cui poi aveva tenuto compagnia, rendendone i giorni più luminosi, senza precludergli alcuna libertà, donandogli l’affetto e la serenità che entrambi avevano cercato a lungo. Era un amore disinteressato, color del sole. Coi suoi raggi circondava gli increduli spettatori del loro amore, affascinati e spaventati da quel legame, come dal mistero insondabile della fusione tra due essenze. Tuttavia si trattava, per Robyn, di un fragile non-equilibrio, difficile da tenere saldo, un delicato fiore che con l’arrivo dell’inverno si sarebbe docilmente piegato al volere del vento e della pioggia.
Robyn desiderava ardentemente la felicità di Agape.
“Che persona impossibile..
E allora, prima di rovinare tutto..
Mi concentrerò una volta per tutte sui miei obiettivi, e non avrò più alcun ostacolo..”
Pensò intensamente, fino a logorarsi la mente..
Ad un tratto capì. D’istinto, la risoluzione.
Che non avrebbe svelato a nessuno.
Le prime giornate che seguirono Robyn le trascorse sui libri e, nelle pause, a spiare Jeade da dietro le porte, i muri e gli alberi ad ambedue perfettamente noti, prendendosi la testa tra le mani e chiedendosi se avesse compiuto la scelta giusta. Ma poi si sollevava dai suoi pensieri, e si incamminava verso ciò che l’aspettava. Jeade, del tutto inconsapevole di quanto stava accadendo, cominciò a sospettare della scomparsa di Robyn solo dopo tre giorni di vane ricerche, all’inizio ingenue, poi via via sempre più precise ed esasperate.
Una mattina Robyn, mentre camminava leggendo, per poco non si scontrò, casualmente, con Jeade, la cui attenzione venne però attirata altrove in quel medesimo istante. Robyn si ritrasse dall’angolo pericoloso del labirintico corridoio, rifugiandosi dietro uno scaffale, ed attese. Anche senza sbirciare, riuscì a percepire turbamento nella figura, di spalle, di Jeade, un tremore nella sua voce che tradiva un mancamento. Si portò le mani sulla testa, appoggiandosi alla parete, in silenzio. Ascoltando Jeade nel buio, chiuse gli occhi. Poi li riaprì, fissò il suo sguardo a terra, poi sulle forme della persona che tanto amava.
Guardando fuori dalla finestra della sua camera, Jeade manteneva un’espressione a metà tra il rassegnato, il meravigliato, e il corrucciato.
I should have known this right from the start
Love can mend your life but love can break your heart.
2 o’clock in the morning, something’s on my mind
Can’t get no rest; keep walkin’ around
Una notte Robyn scorse l’ombra di Jeade passeggiare lungo le mura di cinta della città, e la osservò allontanarsi lentamente di fronte a sé, passare poi tra le rovine di un antico reame, mai contemplato attraverso un simile struggente splendore.
Una voce gridava in un sussurro, dal profondo:
You’ve got the love you need right in front of you
Please come home!
BALLAD OF VANE TEARS
E’ una ballata che ho scritto in seconda liceo (classico) per il corso di scrittura creativa in lingua inglese.
Quando l’ho scritta avevo 17 anni, la febbre a 39 ed ero molto delusa dall’amore.
Oggi che la pubblico ho 21 anni, ora come ora non ho la febbre, ma, dopo tutto questo amare, questo soffrire, continuo a credere che le lacrime versate per amore siano le più dure ma anche le più inutili.
La trama della ballata è questa: lo spirito di una donna vede un’altra donna piangente nella brughiera, e per spiegarle quanto siano inutili le sue lacrime le racconta le sue storie d’amore.
La lirica suppongo sia pessima, ma all’epoca feci del mio meglio.
Non ho voluto cambiare una sola parola di quello che scrisssi, per mantenere intatto lo spirito di una triste 17enne.
BALLAD OF VANE TEARS
RIT. Little sighing madam sat on your tears
Crying for your love, land me your ears,
Love’s a game of chance, betting
You’ll never know how much you are losing.
I met a poet in my first spring day,
Wearing winded dreams and moonlit wishes,
Joked with my heart like a wild fay
He left my lusts like sealess fishes
RIT.
My insane heart looking for a drug
Was caught by the best tightrope walker
Living in a cloud-castle full of fug
Slipping left me a little heir whiner.
RIT.
Sam was an old friend and true lover
He got me out of trouble chaining me,
Love changed him into a boozer
Violent and jealous, died without having me
RIT.
Last soul’s piece for my son’s friend Taylor
Handsome ’n young full of endless passion,
Discovered us, became a sailor
My son hang his neck asking no question.
RIT.
Now I lay in the moor sat on my tears
Crying for my loves finally appears
Love’s a game of chance, betting
I’ll never know how much I am losing.
Sparkling glass
Per coloro che continuano a credere, seguendo il proprio cuore, in qualcosa di indefinito, sottile e comunemente improbabile.
Per coloro che, abbagliati da tracce e segnali indecifrabili lanciati da chi sognano, aspettano il calore del Sole.
Per coloro che nonostante tutto si illudono, cedendo senza alcuna difesa alla speranza, e non si accontentano.
Per coloro che sfidano e guardano oltre la banalità delle apparenze.
Per tutte le persone alle quali voglio bene.
You’re a falling star
You’re the get away car
You’re the line in the sand when I go too far
You’re the swimming pool on an August day
And you’re the perfect thing to see.
And you play your card, but it’s kinda cute
Ah, when you smile at me you know exactly what you do.
Baby don’t pretend,
That you don’t know it’s true.
Cause you can see it when I look at you.
And in this crazy life,
And through these crazy times
It’s you, it’s you
You make me sing
You’re every line, you’re every word, you’re everything.
You’re a carousel
You’re a wishing well
And you light me up, when you ring my bell.
You’re a mystery, you’re from outer space
You’re every minute of my every day.
[...]
Quel vetro scintilla.
Lo tocco, ti tocco;
per capire che è vero,
se è vero.
Si, lo so,
si potrebbe spezzare.
Ma stavolta ci voglio credere,
a quello che sta nascendo tra noi;
questo sentimento così delicato
così prezioso.
E per una volta,
così trasparente.
Penelope
Ti penso.
Vorrei che il mare mi conducesse nuovamente alle amate spiagge
dalle quali sento ora di essere spaventosamente distante.
Costretto
da ineluttabile volontà
a vagare in cerca di regioni
che credo perdute
forse vaneggio
immaginando
o sogno proibito,
di rivederti
un giorno.
Signora della mia terra
Padrona del mio cuore
Tu sola vincitrice.
Il tuo volto
forse un po’ indurito dal tempo
ma reso ancor più bello dalla fermezza nello guardo
che sommità di montagne
minimamente scosse dalla tempesta t’invidiano,
inseguo e ammiro
assorto in tetre meditazioni.
Dolce miraggio dell’anima
come astro luminoso,
Te e nessun’altra riconosco in me stesso.
E doloroso mi è in dispersi luoghi indugiare
nei quali lo splendore rende triste il dovere di rendervi omaggio
-quale astuto guerriero e buon comandante-
mantenendo disperatamente interminabile la rotta.
Ciascuna nuova tappa
segnata dal cieco avanzare del mio cammino
non fa che incupirne l’aspetto.
Giuro agli dei che sfiderò l’avverso Fato
per riaverti al mio fianco
ma essi ben dimostrano di conoscer nei sentimenti
colui che scatena le loro ire,
volendomi da te profondamente lontano.
In ogni donna che incontro
scorgo di come baciarne le labbra
senza avvertirne il calore
svelerebbe il nome
della stella,
unica, tra le insignificanti fiamme,
che anelo a ritrovare,
colei, figlia di chi,
evitando che si spegnesse per mano di acque incerte
mi permise di amarla.
Entrambi smarriti, in chissà quale sorte,
non dispero la tua migliore della mia…
Se stai sperando,
coraggiosa Regina,
incessante e immortale
scrutatrice del luminoso orizzonte,
al chiarore dell’alba
o durante l’acceso rossore del tramonto
fiduciosa nell’attesa,
possa questa esser colmata
da una gioiosa venuta,
accolta dal candore inaspettato
d’un tuo sorriso.
“Though the course may change sometimes rivers always reach the sea”
(Led Zeppelin, ‘Physical Graffiti’,1975)
Prima o poi, tutto torna.
Inesorabilmente, come deciso dal destino.
Ma non è detto che sia qualcosa di spiacevole, anzi, in questo brano si
tratta del flusso di un legame profondo, che nonostante gli scossoni
del tempo non subisce ammaccature.
Non so fino a che punto credere in una sorte già stabilita, irremovibile..
questa frase resta comunque tra le mie preferite per l’intensità e la costanza che la descrivono.
Se siete romantici nostalgici, come la sottoscritta, non troverete
difficile affezionarvi a questo verso, e a tutta l’eternità e la
tenacia dalla quale prende vita.