Pensieri dedicati a chi fieramente si batte in onore dell’istinto del sentimento
È stato un solco
tracciato all’improvviso
senza certezze,
senza prudenza
nell’ annusarci
d’istinto e di stupore,
in un crescendo
che ha dell’irregolare.
Qualcosa che non ha un nome, e neanche un volto, ma solo un sapore, che lo ricorda; si mischia, si mesce, su un piatto d’argento, eccolo che ritorna, inaspettato e sorprendente, si regge sospeso poco sopra il calice che lo contiene, si conserva immobile, tenuto da legami apparentemente invisibili.
Rende tutto diverso, forte d’una luce nuova, intensa, impossibile da ignorare, che influenza l’atmosfera, cambia i connotati alla vita reale..o meglio a ciò che solamente si vede, si tocca, si assaggia, si ascolta..
Forse l’attesa ci ha visto troppo soli,
forse nel mondo non sapevamo stare
così distanti
ad aspettarci ancora.
Così prudenti,
così distanti,
così prudenti.
Sei il suono,
le parole
di ogni certezza persa dentro il tuo odore.
Siamo gli ostaggi di un amore
che esplode ruvido di istinto e sudore.
Non vi si può sottrarre all’infinito, il richiamo giunge, selvaggiamente attira la nostra attenzione, innocente, anche solo dell’inconscio..
Un tamburo primordiale, che batte senza attendere che la mente sia pronta o consapevole, irrompe nel suono rumoroso e impietoso, feroce e implacabile, come il desiderio di sentirlo colpire l’udito.
Non esiste aspettativa, nè certezza, nè calcolo che non possano essere traditi da questa incisione profonda e leggerissima al tempo stesso: è inutile tentare di renderla una linea regolare: è una musica che imperversa, divampa come una fiamma, inarrestabile, acre e mite, calda, passionale, inevitabilmente discordante con la melodia dettata dalla ragione.
È stato un lampo
esploso in un secondo
a illuminarti
in un riflesso,
quando temevi
tutta la luce intera,
l’iridescenza
della tristezza.
Probabilmente
lasciandomi cadere a peso morto
al tuo cospetto
avrei sicuramente permesso la visuale
sulle mie alienazioni,
sui miei tormenti,
sui miei frammenti.
Immagini, visioni..ci si affida a ciò che l’altro può comprendere..ci si lascia scoprire indifesi, com’è giusto che sia..esser capaci di provare debolezze rappresenta la vera forza.
Ma voglio
che tu
tu piano piano scivoli dentro me,
ma voglio
che poi nell’insinuarti sia incantevole.
Ma voglio che tu
tu piano piano faccia strage di me
in un incerto compromesso
tra la mia anima e il suo riflesso.
La meraviglia cede il posto ad una sensualità accorta, e l’identità di ciò che la provoca non è più importante, poichè si è trasportati in un avvincente passo di danza..
Sei il suono,
le parole
di ogni certezza persa dentro il tuo odore.
Siamo gli ostaggi
di un amore
che esplode fragile di istinto e sudore.
Quanti graffi da accarezzare
per tutti i cieli che possiamo tracciare,
tutte le reti
del tuo odore
dentro gli oceani che dobbiamo affrontare.
Ma voglio che tu
tu piano piano scivoli dentro me,
ma voglio
che tu
nell’insinuarti sia incantevole.
Ma voglio che tu
tu piano piano scivoli dentro me,
ma voglio che tu nell’insinuarti tu sia incantevole.
Ma voglio…
Non sembra, ma esso, l’odore, è fragile e sottile, non racchiude solo l’eros in sè..è invece più simile ad una piccola fenditura da cui sbuca timido ed incerto un bagliore pieno di mistero.