Sparkling glass

Dicembre 25, 2008 at 1:37 am (Uncategorized)

Per coloro che continuano a credere, seguendo il proprio cuore, in qualcosa di indefinito, sottile e comunemente improbabile.

Per coloro che, abbagliati da tracce e segnali indecifrabili lanciati da chi sognano, aspettano il calore del Sole.

Per coloro che nonostante tutto si illudono, cedendo senza alcuna difesa alla speranza, e non si accontentano.

Per coloro che sfidano e guardano oltre la banalità delle apparenze.

Per tutte le persone alle quali voglio bene.

You’re a falling star
You’re the get away car
You’re the line in the sand when I go too far
You’re the swimming pool on an August day
And you’re the perfect thing to see.

And you play your card, but it’s kinda cute
Ah, when you smile at me you know exactly what you do.
Baby don’t pretend,
That you don’t know it’s true.
Cause you can see it when I look at you.

And in this crazy life,
And through these crazy times
It’s you, it’s you
You make me sing
You’re every line, you’re every word, you’re everything.

You’re a carousel
You’re a wishing well
And you light me up, when you ring my bell.
You’re a mystery, you’re from outer space
You’re every minute of my every day.
[...]

Quel vetro scintilla.
Lo tocco, ti tocco;
per capire che è vero,
se è vero.
Si, lo so,
si potrebbe spezzare.
Ma stavolta ci voglio credere,
a quello che sta nascendo tra noi;
questo sentimento così delicato
così prezioso.
E per una volta,
così trasparente.


Permalink Lascia un Commento

Penelope

Dicembre 11, 2008 at 12:18 am (Uncategorized) ()

Ti penso.
Vorrei che il mare mi conducesse nuovamente alle amate spiagge
dalle quali sento ora di essere spaventosamente distante.
Costretto
da ineluttabile volontà
a vagare in cerca di regioni
che credo perdute
forse vaneggio
immaginando
o sogno proibito,
di rivederti
un giorno.
Signora della mia terra
Padrona del mio cuore
Tu sola vincitrice.
Il tuo volto
forse un po’ indurito dal tempo
ma reso ancor più bello dalla fermezza nello guardo
che sommità di montagne
minimamente scosse dalla tempesta t’invidiano,
inseguo e ammiro
assorto in tetre meditazioni.
Dolce miraggio dell’anima
come astro luminoso,
Te e nessun’altra riconosco in me stesso.
E doloroso mi è in dispersi luoghi indugiare
nei quali lo splendore rende triste il dovere di rendervi omaggio
-quale astuto guerriero e buon comandante-
mantenendo disperatamente interminabile la rotta.
Ciascuna nuova tappa
segnata dal cieco avanzare del mio cammino
non fa che incupirne l’aspetto.
Giuro agli dei che sfiderò l’avverso Fato
per riaverti al mio fianco
ma essi ben dimostrano di conoscer nei sentimenti
colui che scatena le loro ire,
volendomi da te profondamente lontano.
In ogni donna che incontro
scorgo di come baciarne le labbra
senza avvertirne il calore
svelerebbe il nome
della stella,
unica, tra le insignificanti fiamme,
che anelo a ritrovare,
colei, figlia di chi,
evitando che si spegnesse per mano di acque incerte
mi permise di amarla.
Entrambi smarriti, in chissà quale sorte,
non dispero la tua migliore della mia…
Se stai sperando,
coraggiosa Regina,
incessante e immortale
scrutatrice del luminoso orizzonte,
al chiarore dell’alba
o durante l’acceso rossore del tramonto
fiduciosa nell’attesa,
possa questa esser colmata
da una gioiosa venuta,
accolta dal candore inaspettato
d’un tuo sorriso.

Permalink Lascia un Commento