OGGI

Settembre 23, 2008 at 11:44 pm (Le parole di Erato) (, , , , )

Come chi frequenta abitualmente il Dipartimento di Matematica ha potuto notare da oggi sono affissi in giro per i corridoi e in altri luoghi del CastelNuovo degli ameni fogliettini pieni di citazioni.

Cosa rappresentano? Perchè sono stati messi? Cosa sperano di provocare?

Se siete finiti su questo blog un primo passo è stato compiuto, vi siete incuriositi; avete abbandonato le usuali abitudini per andare verso l’ignoto. E non è per niente scontato.

Ora avete davanti questa pagina virtuale, se guardate la banda a destra ci sono un po’ di post in bacheca. La cosa più naturale è continuare a curiosare!

Se poi la lettura vi avrà suscitato domande, perplessità, rabbia  o altro sta a voi darvi la risposta.

In poche parole questo è uno spazio virtuale di pensiero artistico-scientifico-filosofico libero. Vengono espresse delle opinioni che non aspettano altro che essere contraddette, viene prodotto qualcosa di pseudo artistico che aspetta solo di essere ampliato.

L’intento generale è quello di aprire una prospettiva. Una prospettiva di pensiero globale nel quale non si divida il sapere umano per aree o ambiti. Un orizzonte culturale più ampio nel quale la nostra scelta accademica non debba restringere i nostri interessi bensì ampliarli.

In poche parole questo è un luogo virtuale nel quale far spaziare il pensiero, sta a voi aiutarci a farlo.

2 Commenti

  1. Bruno ha detto,

    ciao Erato, o in qualsiasi altro modo tu ti chiami
    sono una matricola di matematica della Sapienza, e -come è ovvio- ti ho conosciuta (mi aspetto di non sbagliarmi se ti appioppo il femminile) sui muri della facoltà.
    Leggendo prima i foglietti attaccàti e poi questo tuo blog mi vengono una raffica di considerazioni/domande/critiche/battute da fare, nessuna delle quali realmente importante e meritevole di essere scritta.
    Posso però trarre un succo da ciò che ho pensato senza dirti: che idea ti sei fatta della Matematica? Ho notato che più o meno una risposta sembri averla data in questo blog, ma ti ripeto lo stesso la domanda, se non altro per confrontarla con la mia risposta [cioè con la risposta che darei se qualcuno per qualsiasi motivo mi facesse la stessa domanda]. Eccola qua (prepàrati, sarà piuttosto differente dalla tua idea per il suo pessimismo e la sua arrendevolezza):
    la matematica è ciò che ingrana quando si dà gas al motore della logica. Due considerazioni al proposito:
    1) cosa c’è di fantasioso, o artistico? Questi due aggettivi si possono riferire a una costruzione che devia un tantino da canoni assodati, al punto che le due sensazioni che ci fornisce siano di sicurezza (basata sul consolidato) e incertezza (basata sulla novità)
    2) verrebbe da chiedersi a questo punto: ma c’è da fidarsi della logica? È qualcosa di utile, descrittivo della realtà? O è una costruzione umana (come d’altronde tutta la matematica)? Ad esempio: una frase contraddittoria stride, ma la realtà tutti sanno che non si divide in bianco e nero, e che spesso è apertamente paradossale. Tra realtà e mente mi fido della realtà (per quanto inconoscibile, da umano quale sono).
    Mollo la penna con questi enigmi nella testa. Un saluto a te e a tutti i venticinque lettori di questo blog.

  2. Paola ha detto,

    ciao, anch’io sono passata per matematica e ho visto proprio oggi una ragazza che appendeva foglietti con delle frasi di poeti e scrittori..
    mi ha incuriosita perché la bacheca era piena di questi foglietti con citazioni famose (di artisti che oltretutto mi piacciono molto), è bella l’idea di questo blog! complimenti!
    Cmq per citare il prof Scacciatelli mi verrebbe di scrivere:
    “La musica è matematica pura”..
    e ora mi sto zitta! :)
    continuerò di certo a leggerti!

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